simbolo del riciclo

Dove Lo Butto? L'etichetta fa la raccolta differenziata

Tra frecce, sigle e colori, scopri come leggere le etichette sugli imballaggi e fare una raccolta differenziata senza errori

Sarà capitato anche a voi di avere tra le mani l’imballaggio di un prodotto e chiedervi…e questo ora dove lo butto? Non è sempre facile, infatti, capire dove gettare flaconi di detersivi, Tetra Pak e imballaggi in alluminio. Ma come fare, quindi, per non sbagliare con la differenziata e dare il nostro contributo per il corretto riciclo di carta, vetro, alluminio e plastica?

 

Un aiuto arriva proprio dalle informazioni che possiamo trovare su ogni tipo di confezione immessa al consumo. Si tratta simboli che funziona da carta d’identità dell’imballaggio che abbiamo tra le mani e che ci indicano la tipologia di pack, il materiale e le modalità di smaltimento e di separazione dagli altri rifiuti. Siete sicuri però di sapere come leggere l’etichetta nel modo corretto? Spesso le informazioni si possono celare dietro codici alfanumerici e simboli non comprensibili a un primo sguardo. Vediamo dunque insieme come identificarli per una raccolta differenziata senza errori.

La prima cosa da fare è individuare sulla confezione un triangolo di frecce. Già qui potrebbero sorgere dei dubbi, in quanto ne esistono di due tipologie: oltre a quello che viene chiamato “Ciclo di Mobius”, caratterizzato da 3 freccette che si inseguono e che indica la riciclabilità della confezione, ce n’è un secondo riconoscibile dalle frecce più sottili, accompagnato da una sequenza di numeri e lettere che indicano la tipologia di materiale di cui è costituito il nostro pack.

Esempi simboli riciclo

Tra le sequenze in cui potremmo incappare più spesso ci sono quelle che indicano gli imballaggi di plastica. In questo caso troveremo una dicitura in lettere accompagnata da un numero compreso tra 1 e 6. Questo indica imballaggi prodotti in plastica riciclabile, come il PET (1), materiale con cui solitamente sono fatte le bottigliette d’acqua e l’HDPE (2), con cui sono fatti i flaconi di detersivi e detergenti e i tappi delle bottiglie. In questi casi, per il corretto riciclo vanno buttati nel cestino che nel comune in cui ci si trova è dedicato alla raccolta della plastica. Qualora fosse presente il numero 7 accompagnato dalla scritta OTHER, allora il materiale plastico di cui è composto l’imballaggio non è riciclabile e va gettato nella raccolta indifferenziata.

 

Si tratta di imballaggi da conferire con il metallo se troviamo le sigle ALU (41) che indica l’alluminio con cui sono fatte, per esempio, le lattine delle bibite e FE (40), che indica l’acciaio come nel caso delle scatolette di tonno. Da riciclare con il vetro, invece, gli imballaggi con l’indicazione GL. Infine, c’è PAP (21) che indica gli imballaggi in cartone ondulato da conferire nella carta, mentre con la sigla C/PAP (84) viene indicato il Tetra Pak, da buttare nella carta o nella plastica secondo le disposizioni del proprio comune, dopo aver separato la confezione dal tappo in plastica. 

Oltre a queste indicazioni, l’etichetta ci fornisce anche il riferimento della famiglia di appartenenza dell’imballaggio, spesso rappresentata anche attraverso un colore che già a un primo colpo d’occhio ci può aiutare a capire il corretto modo di differenziare. In generale, c’è il blu per la carta, il giallo per la plastica riciclabile, il turchese per i metalli (alluminio e acciaio) e il verde per il vetro. Se, invece, la confezione che abbiamo tra le mani riporta il colore grigio allora l’imballaggio va nell’indifferenziato.

È importante però un’ultima precisazione. Oltre a leggere l’etichetta, è sempre bene controllare – anche attraverso Dove Lo Butto? – le indicazioni del proprio comune, in quanto per alcuni materiali possono essere in vigore specifiche modalità di raccolta a livello locale che differiscono da quanto riportato sulla confezione. In questo caso, per non sbagliare bisogna far fede a quanto previsto dal proprio comune per la raccolta differenziata di quello specifico imballaggio. Allo stesso modo, è necessario attenersi alle regolamentazioni locali anche per quanto riguarda il colore dei bidoni e dei relativi materiali.

 

Tolto ogni dubbio? Ora non resta che mettervi alla prova e diventerete veri esperti nella raccolta differenziata.