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Idratazione nell’anziano: l'importanza di una corretta idratazione per il benessere dell'organismo

Idratazione nell’anziano: l'importanza di una corretta idratazione per il benessere dell'organismo

Quando, quanto e come devono bere gli anziani in particolare durante i mesi estivi.

Una delle domande più frequenti alle quali mi ritrovo a dover rispondere è: “Dottore, quando una persona si deve considerare anziana?”. Indubbiamente sotto certi aspetti esiste una valutazione di tipo soggettivo; senza voler estremizzare, ma per un ragazzo di 15 anni può essere già considerata anziana una persona di 40. Naturalmente i fattori che intervengono nel determinare l’anzianità sono molteplici, accanto a fattori di tipo genetico costituzionale un ruolo importante è sicuramente svolto da fattori di tipo sociale, dallo stato di salute, da eventuali malattie associate, da norme igienico comportamentali e indubbiamente, secondo il mio punto di vista, anche il semplice fatto di “sentirsi vecchi” riveste un ruolo non trascurabile.

Oggi in effetti i tempi, rispetto al passato sono radicalmente mutati, attualmente non è occasionale osservare persone di età avanzata in perfetto stato di salute e forma fisica eccellente, impegnati nelle più svariate attività. È indubbio che un particolare merito è da attribuire alla prevenzione e ai numerosi studi effettuati al fine di poter migliorare lo stato di salute generale degli individui, prolungandone di riflesso le aspettative di vita. Pur restando sotto certi aspetti un problema di tipo soggettivo, indipendentemente da come si possa sentire mentalmente o possa essere lo stato di salute, di un determinato individuo ad una certa età, è necessario anche ai fini statistici che venga fissato un limite oltre il quale una persona, possa essere definita anziana.

Il processo di innalzamento dell’età media ha determinato anche un innalzamento dell’età per la quale una persona può essere definita anziana.

Dai dati Istat del dicembre 2011 con i quali si analizza il futuro demografico del Paese, si evince che vengono considerati anziani i soggetti che hanno superato i 65 anni di età.

In altri casi viene definito anziano chi ha raggiunto l’età pensionabile, e ancora, in alcuni studi scientifici quando si tratta di studiare i problemi relativi all’invecchiamento viene utilizzata una forbice che considera il campione di soggetti in uno spazio che va dai 64 ai 76 anni.

Pur restando per certi versi un problema di tipo soggettivo, qualunque sia l’età per la quale una persona viene definita anziana, è inevitabile che con il progredire degli anni si assista ad una riduzione in termini di efficienza dei meccanismi di controllo che ci consentono di non incorrere nel fenomeno della disidratazione. Quest’ultima può essere un problema molto serio, soprattutto nei bambini e negli anziani: il bilancio idrico è strettamente regolato da un sistema di controllo fisiologico situato nell'ipotalamo.

L’ omeostasi dell'acqua nel corpo si ottiene bilanciando le perdite di acqua renale ed extra renale con assunzione appropriata di acqua attraverso il meccanismo della sete e in parte attraverso i liquidi contenuti nel cibo.

Alterazioni nei controlli neuro endocrini dell'omeostasi dei sali e dell’acqua associati all'età, rendono le persone anziane più suscettibili a disturbi quali la disidratazione. I soggetti anziani mostrano una ridotta sensazione della sete e una ridotta capacità di ritenzione di acqua a livello renale.

Ridotta sensazione della sete che permane anche dopo aver bevuto e che, in alcuni casi, può essere aggravata da concomitanti alterazioni di tipo mentale. Importante anche da considerare il fatto che l’assunzione di alcuni farmaci può contribuire alla movimentazione di acqua a livello renale.

Gli individui sopra i 60 anni sono inoltre i più vulnerabili al calore.

Presentano un’alterazione del bilancio termico, mostrano tempi maggiori di adattamento al cambio di temperatura e una riduzione del flusso sanguigno a livello cutaneo associato ad una ridotta gittata cardiaca, con ridotta ridistribuzione sanguigna a livello della milza e dei reni. Hanno una diminuita capacità nel percepire la disidratazione, un ridotto senso della sete e i tempi di recupero nella disidratazione risultano più lunghi. Questo aggrava il rischio di incorrere nei cosi detti colpi di calore. Naturalmente patologie concomitanti quali obesità, ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari e polmonari, possono contribuire all’aggravamento del quadro generale. Anche il ripristino completo del quadro idrico, nei soggetti anziani risulta rallentato. Alcuni studiosi ritengono inoltre che la perdita d'acqua insensibile attraverso la pelle e la respirazione aumenti con l'età, dando un contributo importante alla disidratazione correlata all’ invecchiamento.

L'acqua è una base essenziale per la vita, considerando che la disidratazione può essere un problema molto serio, la chiave per una corretta idratazione è la prevenzione.

Come garantire una corretta idratazione nell’anziano?

Bere in maniera regolare e adeguata durante tutto l’arco della giornata senza attendere la comparsa dello stimolo della sete, in quanto in questo caso è già in corso una lieve disidratazione. Considerare, per un soggetto sedentario un apporto idrico di circa 1,5-2 lt al giorno, quantità che dovrà ovviamente essere adeguata in caso di aumento dell’attività fisica, della sudorazione e naturalmente in concomitanza con l’aumento della temperatura atmosferica. Preferire, in questi casi, un’acqua che consenta anche un adeguato apporto di sali minerali. Moltiplicando il peso corporeo per 30 possiamo conoscere la quantità di acqua da assumere nella giornata. Ad esempio un soggetto che pesa 60 Kg dovrà moltiplicare il proprio peso corporeo per 30, aggiungendo una virgola al risultato dopo il primo numero, ovvero: 60 x 30 = 180, inseriamo una virgola dopo l’uno (1,80) e otteniamo la quantità stimata di acqua da assumere per un individuo di 60 Kg (1,8 lt al giorno). Si raccomanda di fare sempre e comunque riferimento al proprio medico per indicazioni più precise e personalizzate. È inoltre importante evitare l’assunzione di acqua a basse temperature che potrebbe determinare un aumento della sudorazione e di conseguenza una ricomparsa dello stimolo della sete; preferire nel caso il consumo acqua fresca. Per valutare il consumo quotidiano è consigliabile affidarsi ad un solo recipiente, ovvero aprire una bottiglia alla mattina e consumarla completamente nell’arco della giornata.

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