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Arance tagliate a metà, mele, lime, kiwi, limoni, uva e ananas
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Come conservare la frutta: in poche semplici mosse

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Utile per fare il pieno di nutrienti e sali minerali, la frutta è uno degli elementi fondamentali di un regime alimentare equilibrato. Per soggetti sani, che vogliano alimentarsi correttamente, è spesso consigliato un consumo di frutta quotidiano; molti esperti parlano di 5 porzioni di verdura e frutta al giorno. Occorre però fare attenzione alla quantità di zuccheri contenuti in ciascun frutto e bilanciarla con i restanti nutrienti presenti nella propria dieta. Consultare il proprio medico aiuta a orientarsi sul corretto apporto di frutta: è un passo fondamentale per rimanere in salute. Se siete degli amanti della frutta vi sarete chiesti più volte come conservare la frutta in modo da non sprecarne e per mangiarne sempre di buona. Ecco alcune semplici regole da tenere in considerazione.

  1. Non esagerate. Non abbondate troppo con l’acquisto di frutta, preferite prenderne pochi pezzi. Se ne avete voglia e possibilità, variate le tipologie, comperate e pensate in maniera preliminare, dove andrete a conservare la frutta. Se per la stagione fredda conservare la frutta invernale o autunnale è cosa piuttosto semplice: basta un cestino di materiale naturale o poco più, quando le temperature si fanno più calde o i riscaldamenti rendono la nostra dispensa mite o calda (ovvero superano i 15°C) la conservazione della frutta si fa più complessa. Potreste aver bisogno di riporre la frutta in frigo. E non tutta la frutta ama questo elettrodomestico. Quindi non fatevi prendere la mano e acquistate con oculatezza.
  2. Controllate quello che acquistate. Comperate frutta al giusto punto di maturazione se intendete mangiarla in giornata, o leggermente acerba se dovrà essere consumata nell’arco della settimana. Ogni tipologia di frutta tende a maturare in maniera diversa quindi prestate attenzione a ciascun frutto che infilate nel carrello. Ricordate che, la frutta che percorre lunghi viaggi prima di arrivare sulla vostra tavola, potrebbe subire forti sbalzi termici o urti dovuti al trasporto. Sono proprio queste le cause che influiscono sulla marcescenza anticipata. Un frutto marcio è un frutto che finisce nella spazzatura, uno spreco di cibo che, sia per economia domestica sia per l’impiego di risorse del Pianeta, non è auspicabile. Per ovviare a questo problema spesso la frutta viene sovra imballata e questo, oltre che creare dispendio di materiali, impedisce alla frutta di respirare. Quindi leggete l’etichetta e acquistate quanto più possibile frutta coltivata nelle vicinanze. Anche il Pianeta vi ringrazierà.
Giovane donna acquista frutta al supermercato
  1. Scegliete frutta di stagione. Regola fondamentale è quella di orientarsi sulla frutta che giunge a maturazione nella stagione in cui vi trovate. Ad esempio: le fragole in primavera vengono coltivate a temperatura ambiente, ricevendo la giusta quantità di irraggiamento solare e diventando polpose e saporite. Negli altri periodi dell’anno verranno coltivate in serra a temperatura controllata o dall’altra parte del Mondo dove il clima è ancora mite. Elemento fondamentale da tenene a mente: le fragole sono un frutto non climaterico. Cosa vuol dire?
  2. Frutta climaterica o aclimaterica? Nessuna paura, spieghiamo subito questi concetti. I frutti climaterici sono quelli che, una volta staccati dall’albero o dalla pianta, continuano la propria maturazione. Altrimenti quelli non climaterici (aclimaterici) mantengono il grado di maturazione che hanno raggiunto una volta staccati dal proprio ramo. Il responsabile di questo processo è l’etilene, l’ormone vegetale prodotto durante la maturazione. Quando il frutto si stacca dalla pianta il livello di etilene si abbassa. In alcuni frutti a questo minimo climaterico (momento della raccolta) segue un picco climaterico in cui l’etilene viene prodotto in quantità e la maturazione riprende, quindi il frutto continua a maturare anche lontano dalla pianta. In altri frutti invece la quantità di etilene continua a scemare man mano che passa il tempo dalla sua raccolta, quindi il frutto mantiene la maturazione iniziale. Sono frutti climaterici mele, pere, mele e pere cotogne, pere nashi, banane, kiwi, albicocche, pesche, meloni, kaki, fichi, angurie, susine, prugne, avocado, manghi, papaya, frutti della passione. Sono frutti non climaterici agrumi, frutti di bosco (lamponi, fragole ecc.), uva, ciliegie, melagrane, ananas. È per questo che in un cestino di frutta in cui siano presenti mele o banane, tutta la frutta sottoposta alla produzione di etilene di queste ultime tende a maturare di conseguenza. Le nonne lo sapevano già!
  3. Preferite frutta intera. La conservazione ottimale della frutta spesso è legata alla sua permanenza all’interno della buccia. La buccia infatti ha proprio questo scopo, proteggere la polpa dagli agenti esterni. Un cocomero, un melone ma anche una arancia o l’ananas durano all’interno della propria buccia fino a 10 giorni, privati del proprio involucro vanno consumati nell’arco di una giornata o due, se tenuti costantemente al freddo. Se dovete conservare la frutta tagliata ricordate che i vostri nemici saranno la temperatura calda e l’ossigeno che attiveranno gli enzimi che portano la frutta a ossidarsi e i microrganismi a prosperare. Quindi potrete conservare la frutta fresca tagliata in un luogo freddo (riporla in frigo), disposta in un contenitore ermetico o coperta con pellicola a contatto, ma anche variarne il ph aggiungendo qualche goccia di limone prima di metterla in frigo. Scegliete il metodo più adatto alla tipologia di frutta che avete scelto e ricordate di consumarla entro breve tempo.
Macedonia in barattolo di vetro su tavola
  1. Occhio a dove mettete la spesa. Per la conservazione della frutta è fondamentale, quindi, non stressarla   con lunghi soggiorni sotto il sole o al freddo gelido, o sballottandola in sacchetti di plastica o abbandonandola nel bagagliaio. Prestate la massima cura nel trasporto fino a casa e una volta giunti tra le mura domestiche procedete subito a conservare la frutta adeguatamente.
  2. Lavare e disporre la frutta. Quando portate a casa la frutta, toglietela dal sacchetto di plastica e preferitegli una bustina di carta. Sono perfetti anche i cesti in materiali naturali che lasciano traspirare la frutta. Evitate di lavarla brevemente con acqua prima di riporla anzi, in caso fosse umida, tamponatela leggermente con carta da cucina. Lavatela accuratamente solo prima di mangiarla, una soluzione di acqua e bicarbonato può eliminare la maggior parte dei microorganismi e pesticidi. Ricordate: è indispensabile evitare di ammassare la frutta soprattutto se questa non ha buccia o ha buccia poco spessa: gli urti facilitano l’insorgenza del marciume. Se un piccolo pezzo di frutta risulta surmaturo, eliminatelo con un coltello e mangiate subito quel frutto.
  3. Dove mettere la frutta? Se comperate molte tipologie diverse, poi, la conservazione della frutta fresca diventa fondamentale. Controllate per prima la maturazione. Se la frutta è leggermente indietro con la maturazione può essere disposta in un cesto forato in cucina, a patto che la temperatura ambientale non sia troppo calda, ovvero non superi i 15°C. Evitate quindi la vicinanza con i fornelli o il forno, nè  sopra il frigorifero o nei pressi della lavastoviglie. Potete anche lasciarla all’aperto (cantina o balcone) in un luogo non soleggiato e asciutto, ma solo se la temperatura è fresca, deve mantenersi sopra i 4°C e non superare i 15°C. Frutta esotica e agrumi vanno preferibilmente conservati a temperatura ambiente, il freddo eccessivo ne modifica il sapore. Se invece è al giusto punto di maturazione, conviene riporre la frutta in frigo.
  4. La frutta va in frigo? Come prima cosa accertatevi di aver lavato il frigo approfonditamente per evitare che i batteri proliferino. Tenete a mente che ogni zona del frigorifero ha una diversa temperatura. Più in alto vi sono circa 8°C, i ripiani intermedi hanno tra i 6°C e i 4°C, vicino alla parete refrigerante ci sono circa 4°C, nel ripiano più in basso, vicino ai cassetti, si oscilla tra i 2 e i 4°C. Sulla porta si possono raggiungere anche i 10 o15°C. Anche nei cassetti ci sono all’incirca 10°C :quest'ultimo  è il luogo ideale dove conservare la frutta in frigorifero. In questa zona l’umidità può raggiungere il 90% e il ricircolo d’aria è minimo, in questo modo la frutta non tende ad avvizzire. Queste due caratteristiche però rendono anche probabile l’insorgere di muffe. Quindi ricordate di lavare settimanalmente questi cassetti e di porre uno strato di carta da cucina al di sotto della frutta e di non sovraccaricare l’area. Per i tempi di conservazione prestate attenzione alla resistenza della buccia della frutta: l’ananas può resistere fino a un massimo di 10 giorni in frigo, così come le mele. Le pere, la cui buccia è meno resistente, hanno una settimana al massimo, i kiwi 5 giorni, le albicocche 4 e, infine, non tenete meloni, cachi, susine, uva, ciliegie, frutti rossi o pesche più di 3 giorni in frigo, preferite disporli su un piatto ben distanziati tra di loro e non ammassati.
  5. Si può conservare la frutta in freezer? Una volta eliminate le parti non commestibili, ed eventualmente la buccia, potete congelare la frutta. Alcuni frutti si adattano meglio a questa operazione: i frutti rossi (lamponi, i mirtilli, i ribes, le fragole) ma anche ananas, mango, banane possono essere congelati. A variare saranno le consistenze e i gusti una volta tirati fuori dal freezer. Questa frutta sarà ottima, poi, per realizzare smoothies o frullati in pochi minuti.
Tavola con due bicchieri di vetro con frappè alla banana e frutti di bosco guarniti con foglie di menta
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